Anton ha scritto: 10/04/2026, 11:25
Soluzioni facili non esistono. La destagionalizzazione (ben venga) risolve solo in parte il problema. Infatti i periodi di alta stagione si riempiranno comunque sempre, visto che a domanda corrisponde offerta ovvero ci sono troppi posti letto. Negli anni sono aumentati senza controllo, mentre le infrastrutture come strade, parcheggi, mezzi pubblici hanno avuto poche variazioni. Fanno eccezione Moena che con la sua circonvallazione vive un momento di rinascita, avendo spostato il caos delle strade al di fuori del paese. Così anche Vigo di Fassa che non solo ha una circonvallazione verso il passo Costalunga (ricordo che prima passava interamente all'interno del paese) ha anche imposto la circolazione a senso unico, evitando un flusso di veicoli in entrambi i sensi di marcia. Sta per partire anche la costruzione della circonvallazione di Campitello e Canazei che una galleria porterà il grosso del flusso automobilistico al di fuori dei paesi. Rimangono però delle criticità e sono a Soraga e soprattutto a Pozza di Fassa. Due strozzature che comunque assorbono tutto il traffico di fondovalle. Ma oltre a costruire strade occorre anche investire in parcheggi. Se vogliamo che il flusso di auto si fermi lungo la valle occorre dare la possibilità di farlo. Dei grandi parcheggi di testata, magari serviti molto bene da autobus di fondovalle potrebbero in parte mitigare il traffico.
Ma oltre al problema traffico esiste anche il problema di affollamento sui sentieri.
Anche in questo senso è possibile trovare delle soluzioni. In Val di Fassa abbiamo oltre 300 km di sentieri, quindi un territorio molto grande che potrebbe assorbire molto, ma la maggior parte delle persone affollano i soliti sentieri noti. Quindi occorre valorizzare e soprattutto pubblicizzare quei sentieri poco battuti, ma allo stesso modo affascianti e spettacolari delle valle (trovatemi una zona che sia spettacolare in valle?

).
Le soluzioni estremiste come pedaggi o passi chiusi non risolvono nulla, anzi fanno comunque male al turismo. Piuttosto elaborare soluzioni con quello che il territorio offre.
Nulla facile, nulla scontato e nulla facilmente risolvibile. I periodi di alta stagione rimangono sempre condensati comunque, questo è fuori dubbio, troppi posti letto in grado di ospitare un numero troppo elevato di turisti; forse più ce ne sono e più se ne vogliono? Più soldi che entrano? Più guadagni per l'indotto turistico? Non so, però sicuramente più turisti arrivano e più difficoltà a gestire tali situazioni ci sono.
In più, dopo la pandemia si sono diffusi quelli che chiamo "i turisti della domenica", gente che mai è stata in montagna, ci viene con le scarpe da ginnastica e cammina il meno possibile affollando i sentieri più facilmente accessibili.
Forse il problema non è solo deviare i flussi di auto dai centri abitati, non è nemmeno chiudere passi o strade (vedasi il progetto fallimentare sul Passo Sella), forse non è solo costruire parcheggi perché i servizi autobus ben sono presenti con in fondovalle una corriera ogni 15 minuti in piena stagione in direzione Penia o Moena. Sui passi ci sono ben autobus frequenti, ma anche lì non sono forse sufficienti per i flussi di persone che ci sono? Questa è una domanda a cui ora non so rispondere, ma dalla prossima estate saprò farlo.
In Val di Fassa come in Val Gardena come in Val Badia ci sono tantissimi km di sentieri, ma tutti si concentrano su quei giri "classici", i giri social media andrebbero chiamati perché tutti si fanno selfie li postano e il risultato è che la maggior parte vogliono andare in quel posto solo per farsi i selfie e così si affollano le aree.
Sarebbe compito anche delle APT promuovere le aree più remote e meno frequentate delle valli in modo da poter favorire una distribuzione maggiore dei flussi di persone su tutti i sentieri presenti nelle vallate. Promuovere i posti classici porta solo sovraffollamenti esagerati e a situazioni di forte stress territoriale e della comunità locale arrivando a sfociare in storie come quella del tornello al Seceda durante la scorsa estate. Non fa bene all'immagine dei posti e nemmeno al turismo stesso, non fa bene a nessuno.